C.C. SALERNO: Reparto 6° sezione, anomalie strutturali e problematiche di gestione ordinaria (SOLLECITO)
Egregio Signor Direttore,
Egregio Signor Direttore,
Egr. Autorità,
Gli Istituti Penitenziari Campani , e di conseguenza i Poliziotti Penitenziari che ci lavorano, sono da tempo sotto attacco mediatico, la quasi totalità delle criticità o di particolari eventi è oggetto di insinuazioni o accuse. Non in ultimo, appena qualche giorno fa, i detenuti di Napoli Poggioreale, investendo anche associazioni di categoria che hanno sponsorizzato a loro modo l’evento su vari quotidiani, ormai questa dinamica di routine, iniziavano l’ennesima protesta e questa volta davvero toccando il fondo con le loro assurde richieste, ovvero, la rimozione del caporeparto, Ispettore di Polizia Penitenziaria, perché troppo rigido nell’applicazione delle regole penitenziarie e di conseguenza troppe sanzioni disciplinari. Insomma, una cosa al quanto ridicola che diventa un macigno sul già pericolante sistema penitenziario. Ma la cosa che più frusta, offende, sminuisce, delude i Poliziotti Penitenziari è quell’abbandono totale da parte dell’Amministrazione Penitenziaria nonché del Governo, nei vari suoi livelli dal Regionale al Nazionale, che non ha preso e prende alcuna posizione in merito a questioni del genere, sia nei fatti, ovvero contro le parti che ledono il decoro e l’onorabilità di questo Corpo, sia nei confronti dei media che, a convenienza, artatamente, “montano e smontano biciclette” a secondo delle pagine da riempire e\o del bersaglio politico di turno, creando cosi nefasti tormentoni. Si spera, ancora una volta, che l’Amministrazione Penitenziaria, non solo non prenda in considerazioni predette assurde pretese dei detenuti ma che assumi espedienti del caso a tutela del proprio dipendente nonché seri provvedimenti nei confronti dei detenuti, di esponenti di associazioni, o di chiunque si sia responsabile di illecite azioni nei confronti del Corpo di Polizia Penitenziaria. In qualità di agenti e ufficiali di P.G. è evidente, immaginiamo, che le querele di parte rispetto alle calunnie subite siano state presentate alla competente A.G., tuttavia ciò che a nostro avviso manca, ribadiamo fortemente, è la salvaguardia dell’immagine pubblica del Corpo di Polizia Penitenziaria e dell’Istituzione che, evidentemente, non può essere lasciata alla sola discrezione del Comandante e del Direttore i quali, nonostante gli sforzi profusi, vengono pure dipinti come parte in causa e in quanto tali inaffidabili. Nei confronti dei mass media, che ormai sembrano orientati esclusivamente ad alimentare il dubbio che all’interno del carcere chissà quali abusi si commettono, serve un azione sinergica da parte dei vertici dell’amministrazione i quali dovrebbero, tutelare il personale, accertare le eventuali responsabilità e poi, dopo aver assunto i dovuti provvedimenti nei confronti dei responsabili di certe affermazioni, smentire pubblicamente le false insinuazioni. Il senso di abbandono che si vive porta sempre di più, inevitabilmente, a una preoccupante disaffezione e sfiducia delle Istituzioni, delle quali siamo servitori e spesso difendiamo a costo della vita, ne il Sindacato, ma soprattutto, ne lo Stato deve permettere che ciò avvenga. La Campania, tra l’altro, presenta un sistema penitenziario al collasso, si vive alla giornata, con quei pochi Poliziotti Penitenziari oberati da turni massacranti, lavorando quasi sempre al disotto delle soglie minime di sicurezza, l’emergenza è sinonimo di quotidianità, di ordinarietà, causa di tutto ciò è la gravosa deficienza di risorse colpa di una scellerata politica di tagli. Noi increduli, non sappiamo cosa più aspetti lo Stato per intervenire, abbiamo sempre denunciato tutto, abbiamo manifestato in ogni modo, ma a poco è valso, di tutti gli eventi critici possibili accaduti ne mancano solo due all’appello, l’uccisione di un Poliziotto Penitenziario in Istituto e l’evasione di massa, è mai possibile tutto questo !!! Cosa si aspetta ? Si è vero, nuovo Governo, nuovi indirizzi politici, nuovi amministratori, ma mentre il medico studia l’ammalato muore, è tempo di agire “time out”. L’inerzia e la non curanza, o ancora l’agire di facciata dei vertici uccide più di tutto, logora lentamente, un’agonia dolorosa e continua. La reazione dei Poliziotti Penitenziari, quelli di trincea, a riguardo dell’ultima nota DAP sul servizio per la prevenzione del suicidio rivolto al personale di Polizia Penitenziaria ha regalato un amaro sorriso a tutti. Al personale non serve solo lo psicologo, o l’ennesimo studio di settore, al personale servono fatti concreti, serve poter agire nell’ambito di politiche e indirizzi chiari ed inequivocabili, con riscontri oggettivi rispetto all’operatività del servizio. Alla Polizia Penitenziaria non serve l’analisi dei problemi perché quelli sono noti a tutti, piuttosto serve un’ Amministrazione che si interroghi sul perché si accumulano tanti riposi, ferie e lavoro straordinario a Poggioreale o Avellino Bellizzi, quanti tripli turni e notturni hanno fatto i poliziotti di Salerno e di S.Maria C.V., quanto personale è impiegato negli Istituti di Carinola, Aversa ed Ariano Irpino , come hanno fatto i Nuclei Operativi Provinciali Campani a garantire tutte le loro incombenze ?. Perché non c’e’ ancora un protocollo di intesa regionale sull’organizzazione del lavoro ne tantomeno quelli locali ? Perché la tanto attesa e sperata riforma della medicina penitenziaria è un disastro, con dinamiche lavorative e costi proibitivi che si riversano su tutti, ricoveri urgenti a vista col 118 a iosa, si parte col codice rosso per arrivare al triage con codice bianco, visite specialistiche esterne a migliaia, dal catarro all’orecchio alla congiuntivite, magari con ambulanza a seguito, e chi paga ? In termini economici e di sicurezza. Chi dovrebbe vigilare su questi sprechi ? Come mai l’escalation di violenza, forse è ora di dire che la sorveglianza dinamica e il regime aperto sono una “bufala” ? Forse è anche ora di dire umilmente che noi non rieduchiamo nessuno, e forse ancora bisogna puntare altrove, con un “ground zero” del sistema penitenziario per poi ricostruirlo onestamente con intelligenza e coscienza, ma non in tempi biblici. Prendendo a pretesto la “Sentenza Torregiani” e millantando una evoluzione della funzione, invece, si è pontificata quella “sorveglianza dinamica” che, viceversa, alla luce della sua breve esperienza e così come declinata, risulta essere senza dubbio l’ennesimo fallimento di un Amministrazione capace soltanto di teorizzare, mai di mettere in pratica; una Amministrazione che realizza statistiche su tutto tranne che sulla recidiva solo perché si vuole poter dire che le misure alternative alla detenzione sono efficaci rispetto alla recidiva. Ma dove sono le statistiche e le analisi scientifiche sul fenomeno, esistono pubblicazioni ? A noi non risultano e siamo convinti che, qualora ci fossero, i risultati certificherebbero ancora una volta un fallimento. Tre cose certe, verificabili e attestabili, ha prodotto la sorveglianza dinamica, tagli di personale e relativi sovraccarichi di lavoro, e forse celatamente quello si voleva, escalation di violenza dei detenuti che la fanno oramai da padroni negli Istituti penitenziari, sicurezza zero con rischio perenne di tutti gli operatori penitenziari e dei cittadini. Premesso quanto sopra l’auspicio ora e quello che le SS.LL. prendano atto della situazione Campana e assumano tutti i provvedimenti urgenti e necessari a risolvere le questioni rappresentate e si voglia in qualche modo rivedere anche il progetto penitenziario regionale rendendolo più attuale, efficace ed efficiente rispetto alle esigenze. E’ appena il caso di sottolineare, ovviamente, che noi in qualità di rappresentanti del personale di Polizia Penitenziaria non aspettiamo altro che di essere coinvolti nelle forme previste dalle normative vigenti. Nell’attesa di cortese urgente riscontro, porgo i più Distinti Saluti.
Napoli 21.08.18
Il Segretario Generale Regionale UIL.PA Polizia Penitenziaria
Domenico de BENEDICTIS
Egregio Signor Direttore,
La gestione del Reparto sopra richiamato, è stata sin dal primo giorno di apertura, una spina nel fianco per il personale della c.c. di Salerno ed immaginiamo anche per codesta Direzione, se consideriamo tutti gli eventi critici avvenuti nel tempo. Infatti, questa escalation di episodi di disordine che hanno interessato il Reparto in esame, possono solo rafforzare il nostro punto di vista in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro e la salubrità degli ambienti.Gli Istituti Penitenziari, edifici configurati come luoghi di lavoro sia per il personale dell’amministrazione penitenziaria che per i detenuti, sono anche soggetti agli adempimenti della normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08 ) e considerando le diverse tipologie di figure professionali che vi operano al loro interno, il Direttore dell’Istituto quale datore di lavoro, è colui che è investito della responsabilità di garantire la sicurezza sul lavoro di tutto il personale presente. Ciò detto, ci viene difficile immaginare, anche in base alle numerose doglianze pervenute dal personale di Polizia Penitenziaria e dagli stessi operatori civili, che detti adempimenti siano stati posti in essere secondo la volontà del Legislatore. Infatti, non ci risulta che gli spazi vitali e di gestione operativa del personale di Polizia Penitenziaria all’interno della 6° sezione (promiscua protetta) siano adeguati, e relativamente alla predisposizione delle stanze di pernottamento (una difronte all’altra) tenuto conto anche dei continui episodi di disordine all’interno della stessa, non solo a danno dei Poliziotti, ma anche a danno del personale civile, non garantiscono nessuna sicurezza, perché entrambi i lati sono occupati dalle camere di pernottamento e tutti coloro che accedono in sezione, sono costretti a transitare all’interno della stessa, per raggiungere gli uffici di loro competenza, diventando inconsciamente, dei bersagli mobili e con il costante timore che qualcuno degli utenti, possa rendersi protagonista ancora una volta, di atteggiamenti insani a danno degli operatori tutti. Ragion per cui, si chiede una modifica strutturale della sezione (promiscua protetta), lasciando libere le camere detentive su un lato, elevando di riflesso gli standard di sicurezza ed eliminando quasi del tutto, il rischio di essere bersagli mobili per l’utenza ristretta in quella sezione. Infine, e non di seconda importanza, si chiede l’istituzione di una nuova linea telefonica per l’utenza di quella sezione, anche perché, il circuito detentivo di cui trattasi, comporta una serie di restrizioni operative quando questi devono telefonare, perché bisogna accompagnarli in un altro Reparto detentivo (1° sezione) per cui, le già deficitarie condizioni lavorative, che ad oggi non consentono un’adeguata garanzia della sicurezza sul lavoro, complicano ancora di più le attività intramurarie, mettendo ogni volta in allerta tutte le postazioni di servizio interessate dal transito del ristretto. Alla stregua di quanto sopra, si chiede un immediato intervento, al fine di recuperare una situazione operativa gestionale, fortemente compromessa.
Egr. Direttore,
Giungono purtroppo, giornalmente a questa O.S., numerose rimostranze da parte del Personale impegnato nel servizio a turno, a seguito della mancata concessione dei previsti riposi settimanali.
Il sistematico ricorso a tale prassi, che ha evidentemente perso i connotati della straordinarietà e del preavviso, pare sia giunto in taluni casi a generare periodi di lavoro continuativo di venti e piu' giorni senza alcun riposo.
Pur comprendendo le difficoltà nell'organizzazione del lavoro, dipese con ogni probabilità dall'atavica carenza di personale legata al concomitante periodo estivo, è del tutto evidente che solo un'attenta gestione dei carichi di lavoro possa evitare spiacevoli squilibri, forieri di preoccupazione e malcontento tra il Personale.
Appare inoltre del tutto evidente, che l'auspicato e ventilato impiego delle c.d. Cariche Fisse, in supporto al Personale del Rep. Giudiziario, sia da ritenersi nella sostanza dei fatti, ancora semplice utopia, perdendo così, a nostro avviso, un'importante occasione per evidenziare quel cambio di passo tanto sperato e auspicato con un recente passato.
Preoccupano infine le segnalazioni di disparità della durata del periodo di ferie estive tra le diverse U.O. che, se confermate, rappresenterebbero certo una grave situazione di arbitrarietà e ineguaglianza.
Per tali ragioni, onde appurare dai dati reali la veridicità di tali segnalazioni, questa O.S., nella piena facoltà delle proprie prerogative, invierà al piu' presto una propria delegazione presso i locali dell'Ufficio Servizi Agenti per poter prendere visione dei brogliacci e dei Mod.14/A.
In attesa di cio', si prega vivamente la S.V. di farsi garante del rispetto degli accordi pattizi in materia di fruizione dei riposi settimanali e ferie estive.
Con la cordialità di sempre.
Il Segr. Provinciale
UILPA Polizia Penitenziaria
Nicola Schipani