Al Provveditore Regionale della Campania
Amministrazione penitenziaria
Napoli
Dott. Carlo BERDINI
Alle Segreterie Generali e Nazionali
SAPPE – OSAPP - UIL PA PP – USPP – FNS CISL
Roma
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, maggiormente rappresentative del Corpo di
Polizia Penitenziaria, alla luce della grave e persistente situazione organizzativa e
gestionale in atto presso la Casa Circondariale di Avellino e considerata la natura pro
tempore dell’attuale incarico di Direzione – ormai giunto a naturale scadenza – ritengono
non più rinviabile l’attivazione con urgenza di apposito interpello per la copertura stabile
della funzione apicale dell’Istituto.
Si ritiene imprescindibile evidenziare come l’Amministrazione centrale e regionale abbia
destinato ingenti risorse umane e organizzative per tentare di risollevare concretamente
le sorti dell’Istituto, intervenendo su strutture, servizi e modelli operativi, sforzi cui si
sono affiancati quelli costanti, professionali e spesso gravosi profusi dal personale di
Polizia Penitenziaria, che quotidianamente garantisce il funzionamento dell’Istituto
anche in condizioni operative complesse.
Proprio in ragione di tali sforzi, non può essere consentito che quanto costruito venga
disperso o compromesso da scelte gestionali criticabili, discontinuità organizzative o
carenze di governo dell’Istituto. Sarebbe inaccettabile assistere al progressivo vanificarsi
del lavoro svolto e delle risorse impiegate, con inevitabili e gravi ripercussioni sul
personale di Polizia Penitenziaria, già fortemente esposto sotto il profilo operativo,
professionale e della sicurezza.
Un Istituto complesso come la Casa Circondariale di Avellino necessita di una Direzione
stabile, pienamente operativa e costantemente presente, capace di assicurare
coordinamento, programmazione, responsabilità gestionale e pieno controllo dell’assetto
organizzativo.
Regime aperto, socialità e sicurezza interna.
La gestione del regime “aperto” presenta rilevanti criticità organizzative e di sicurezza.
Le camere detentive restano aperte per gran parte della giornata, con chiusure limitate
alle fasce dedicate alle operazioni di sicurezza. Le ore di socialità si svolgono di fatto nei
corridoi delle sezioni, con contestuale apertura delle stanze detentive, determinando una
compresenza generalizzata che rende estremamente complessa l’attività di vigilanza.
Tale assetto sta producendo un incremento di episodi critici e aggressioni ai danni del
personale di Polizia Penitenziaria, situazione non più tollerabile e che impone un
immediato cambio di rotta.
Destano perplessità dichiarazioni rese nel corso di recenti conferenze di servizi circa la
presunta non piena conoscenza delle modalità operative connesse all’apertura prolungata
delle camere detentive: circostanza che, ove confermata, evidenzierebbe gravi criticità di
coordinamento e monitoraggio gestionale.
Si ribadisce che eventuali problematiche operative non possono essere ricondotte al
personale in servizio, che si limita ad applicare disposizioni ricevute. Le responsabilità
di pianificazione, supervisione e controllo competono ai livelli dirigenziali.
Clima intimidatorio e relazioni interne.
Nel corso delle conferenze dei servizi si sarebbero registrate frequenti esternazioni con
richiami alla possibilità di segnalazioni o denunce all’Autorità Giudiziaria nei confronti
del personale.
Pur rientrando formalmente nelle prerogative d’ufficio, tali affermazioni sarebbero state
percepite come elementi di pressione, contribuendo a generare un clima di tensione non
compatibile con un confronto istituzionale sereno.
Le relazioni interne devono essere improntate al rispetto reciproco, alla proporzionalità
degli interventi e alla tutela della dignità professionale del personale.
Straordinari, disorganizzazione e disparità di trattamento.
Si registra un utilizzo sproporzionato di ore di lavoro straordinario, in particolare per
personale assegnato alle cosiddette “cariche fisse” e unità con prescrizioni sanitarie, in
assenza di criteri di equità e rotazione.
Emergerebbero anomalie nella gestione del personale del ruolo sottoufficiali, con
possibili agevolazioni a favore di una specifica unità distaccata dalla Casa Circondariale
di Ariano Irpino, operante in condizioni che apparirebbero di evidente favore rispetto agli
altri colleghi.
Si segnala inoltre l’assegnazione di personale senza previo interpello, con apparenti
agevolazioni verso un determinato settore dell’Istituto, coincidente con la presenza di
iscritti a una specifica sigla sindacale che parrebbe beneficiare anche dell’esonero dai
cambi turno.
Tali circostanze, ove confermate, configurerebbero gravi profili di disparità di
trattamento.
Ritardi amministrativi e stallo decisionale.
Si registra un evidente rallentamento dell’attività amministrativa, con provvedimenti e
atti accumulati in attesa di firma e definizione.
La mancata continuità nella presenza della figura apicale sta determinando un
progressivo stallo decisionale, con ricadute concrete sull’organizzazione del servizio,
sulla gestione del personale e sulla tempestiva risoluzione delle criticità.
Tale situazione alimenta un clima di incertezza e disorientamento tra il personale, con
effetti negativi sull’efficienza del servizio e sulla sicurezza complessiva dell’Istituto.
Condotta antisindacale e procedimenti disciplinari.
Si denuncia una gestione delle relazioni sindacali improntata alla conflittualità e alla
discriminazione.
In sede di conferenza dei servizi sarebbero state diffuse note di disapprovazione nei
confronti dell’attività sindacale svolta dalle scriventi sigle, con esclusione sembrerebbe
di una specifica organizzazione sindacale.
Tali comportamenti configurerebbero una condotta antisindacale grave e lesiva delle
prerogative costituzionalmente garantite.
Si segnalano, inoltre, procedimenti disciplinari ritenuti pretestuosi e infondati, che
contribuirebbero ad alimentare un clima di tensione e intimidazione.
Carenze strutturali riguardanti il personale di Polizia Penitenziaria.
Permangono gravi criticità nei confronti delle condizioni operative del personale, non
risultando realizzati:
• uffici della Sorveglianza Generale e dei Preposti;
• corpi di guardia nella sezione transito;
• adeguamenti alla scala agenti e ai box dei piani;
• messa in sicurezza del posto di servizio cd. “Quarto Cancello”;
• servizio igienico per il personale dell’automontata;
• servizi igienici dedicati alle donne ispettrici.
Permangono inoltre gravi criticità nei corpi di guardia, con arredi e attrezzature fatiscenti.
Alla luce di quanto sopra esposto, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono:
1. L’intervento urgente del Provveditore Regionale per la Campania, per
quanto di propria competenza, al fine di ripristinare condizioni organizzative adeguate,
corrette relazioni sindacali e piena funzionalità gestionale presso la Casa Circondariale
di Avellino.
2. Che lo stesso Provveditore voglia attivarsi presso i Superiori Uffici del
Dipartimento affinché venga indetto con immediatezza l’interpello per l’assegnazione
definitiva dell’incarico direttivo, al fine di garantire stabilità organizzativa e certezza
decisionale.
3. L’attivazione del Tavolo Superiore presso il Provveditorato Regionale per
la stipula della nuova organizzazione del lavoro, atteso che non sussistono più i
presupposti per una contrattazione efficace e costruttiva in sede locale.
In assenza di riscontri concreti e tempestivi, le scriventi Organizzazioni Sindacali si
riservano di intraprendere ogni ulteriore iniziativa a tutela del personale di Polizia
Penitenziaria e della sicurezza dell’Istituto.
S.A.P.Pe O.S.A.P.P. USPP UIL P.A.PP FNS CISL
(M. Argenio) (V. Palmieri) (C. Auricchio) (D. De Benedictis) (L. Sorrentino)
