CC Avellino: Mensa Obbligatoria di Servizio – impossibilità di fruizione per esigenze di servizio – richiesta applicazione del buono pasto.
Egregio Direttore
La scrivente UIL FP Polizia Penitenziaria, facendosi interprete delle numerose segnalazioni pervenute dal
personale, ritiene doveroso sottoporre all'attenzione della Direzione una problematica concernente le
modalità di fruizione del pasto durante il servizio.
In particolare, viene segnalato che, in diverse circostanze, il personale di Polizia Penitenziaria, non potendo
essere sostituito per esigenze di servizio e, conseguentemente, non potendo recarsi presso la Mensa
Obbligatoria di Servizio, si vedrebbe consegnare dalla Sorveglianza Generale di turno il cosiddetto “pasto a
sacco”, costituito da panini preparati dalla mensa.
Tale modalità, da quanto riferito, starebbe assumendo carattere sempre più frequente, arrivando di fatto a
configurarsi come una prassi ordinaria per il personale che non riesce ad effettuare il necessario cambio per
recarsi presso la mensa.
La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene necessario evidenziare che l'impossibilità di usufruire della
M.O.S. determinata da esigenze organizzative e dalla necessità di garantire la continuità del servizio non
può tradursi automaticamente nell'obbligo per il dipendente di consumare il pasto a sacco presso il proprio
posto di servizio.
La problematica assume particolare rilievo quando il pasto viene consumato all'interno delle sezioni
detentive o comunque presso posti di servizio nei quali il personale opera a diretto contatto con la
popolazione detenuta.
Non appare infatti condivisibile che un appartenente al Corpo, impossibilitato per esigenze di servizio a
raggiungere la M.O.S., debba consumare il proprio pasto all'interno della sezione detentiva, sul posto di
servizio e in presenza dei detenuti, quale conseguenza di una situazione organizzativa non dipendente dalla
propria volontà.
A ciò si aggiunge che, secondo le segnalazioni ricevute, il pasto a sacco verrebbe talvolta distribuito senza
una bottiglia d'acqua, anche in ragione dell'installazione dei dispenser presso la mensa.
La questione, pertanto, non può essere considerata una semplice modalità alternativa di distribuzione del
pranzo, ma deve essere ricondotta alla corretta applicazione della disciplina prevista per il personale che,
pur avendone titolo, non può concretamente usufruire della Mensa Obbligatoria di Servizio per esigenze
connesse all'organizzazione del servizio.
La normativa in materia di trattamento di mensa e buoni pasto per il personale delle Forze di polizia ad
ordinamento civile deve essere pertanto attentamente verificata anche con riferimento alle situazioni nelle
quali la fruizione della mensa risulti concretamente impedita da esigenze di servizio.
In tale prospettiva, la UIL FP Polizia Penitenziaria ritiene necessario che, nei casi in cui il personale non
possa essere sostituito e non possa quindi recarsi presso la M.O.S. per consumare il pasto, venga verificata
l'applicazione del previsto istituto del buono pasto, ove ne ricorrano i presupposti, anziché fare ricorso
sistematico al pasto a sacco da consumare presso il posto di servizio.
Il buono pasto, laddove previsto dalla normativa applicabile e ricorrendone le condizioni, rappresenterebbe
infatti una modalità di fruizione del servizio sostitutiva da valutare proprio nelle ipotesi in cui la mensa non
sia concretamente accessibile per ragioni oggettive legate al servizio.
Per tali motivi, la scrivente Organizzazione Sindacale
CHIEDE
di conoscere le disposizioni attualmente vigenti presso l'Istituto in materia di fruizione della M.O.S.
da parte del personale che, per esigenze di servizio, non può essere sostituito;
di conoscere a quale disposizione normativa o organizzativa venga ricondotta la distribuzione del
cosiddetto “pasto a sacco” al personale impossibilitato a raggiungere la mensa;
di verificare, per ciascuna situazione interessata, la sussistenza dei presupposti per l'erogazione del
buono pasto in luogo della consumazione del pasto a sacco presso il posto di servizio;
di evitare che il pasto a sacco possa trasformarsi in una prassi ordinaria e generalizzata, soprattutto
nelle sezioni detentive;
di garantire che il personale non venga posto nella condizione di dover consumare il pasto durante
il servizio all'interno delle sezioni detentive e in presenza della popolazione detenuta, laddove
esistano modalità sostitutive previste dalla normativa;
di assicurare, in ogni caso, adeguate condizioni per la consumazione del pasto e la disponibilità di
acqua potabile;
La UIL FP Polizia Penitenziaria ritiene che le esigenze di sicurezza e continuità del servizio non possano
ricadere sul personale attraverso una modalità di consumazione del pasto che, soprattutto all'interno delle
sezioni detentive, appare inadeguata rispetto alle peculiarità del servizio svolto.
Si chiede, pertanto, un urgente intervento della Direzione affinché venga verificata la corretta applicazione
della normativa vigente e venga individuata una modalità uniforme, trasparente e rispettosa dei diritti del
personale, privilegiando, laddove ne ricorrano i presupposti, l'erogazione del buono pasto quale soluzione
sostitutiva alla mancata fruizione della M.O.S., anziché il ricorso sistematico al pasto a sacco presso il posto
di servizio.
In attesa di sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.
Distinti saluti.
AVELLINO, 25/09/2026
Il RESPONSABILE GAU
Uil FP Polizia Penitenziaria
TROISE Raffaele

























